Pubblicità e artigianato: le nuove regole per l’uso dei termini “artigiano” e “artigianale”

Dal 7 aprile 2026 entrano in vigore nuove disposizioni sull’utilizzo, nella comunicazione commerciale, dei termini «artigianato», «artigiano» e «artigianale». Una novità importante, sostenuta da Confartigianato, che punta a contrastare l’uso improprio di queste denominazioni e a tutelare sia le imprese regolarmente qualificate sia i consumatori.

La regola fondamentale è chiara: prodotti e servizi possono essere promossi come «artigianali» soltanto quando l’impresa possiede effettivamente la qualifica artigiana ed è iscritta all’Albo delle imprese artigiane.

In Campania, dove l’Albo è stato soppresso, è necessario verificare l’iscrizione alla sezione speciale del Registro delle imprese. Il divieto riguarda anche i titolari di partita IVA e gli hobbisti che svolgono attività occasionali e che non possiedono la qualifica richiesta.

La tutela dell’artigianato autentico

La nuova disciplina colma una lacuna che, per molti anni, ha consentito l’utilizzo generico e talvolta fuorviante dei richiami all’artigianato.

Parole come «artigianale» non rappresentano soltanto una formula pubblicitaria. Richiamano un sistema produttivo fondato sulla competenza professionale, sulla manualità, sulla personalizzazione e sul rapporto diretto tra l’imprenditore e il processo produttivo.

Riservare queste definizioni alle imprese che possiedono realmente la qualifica artigiana significa quindi riconoscere e proteggere il valore del loro lavoro.

Quali comunicazioni devono essere controllate

La disciplina non riguarda esclusivamente manifesti e inserzioni pubblicitarie. Il riferimento all’artigianato deve essere utilizzato correttamente in ogni forma di comunicazione commerciale, tra cui:

  • materiali pubblicitari e promozionali;
  • confezioni e packaging;
  • etichette;
  • siti internet ed e-commerce;
  • pagine e contenuti pubblicati sui social network.

Un’impresa non iscritta non può quindi utilizzare messaggi che possano indurre il consumatore a credere che possieda la qualifica artigiana.

L’opuscolo predisposto da Confartigianato propone, a questo proposito, l’esempio di un bar dotato di un laboratorio di gelateria: quando l’impresa non è iscritta, non può definire il proprio gelato «artigianale», ma può utilizzare formule come «di produzione propria» o «di qualità».

Cosa può fare un’impresa non artigiana

Le imprese che non possiedono la qualifica artigiana possono comunque valorizzare correttamente caratteristiche, lavorazioni e provenienza dei propri prodotti.

È possibile, per esempio, pubblicizzare come artigianali prodotti realizzati da un’impresa artigiana, purché se ne possa dimostrare la provenienza. Allo stesso modo, si può indicare la presenza di ingredienti o componenti artigianali forniti da imprese qualificate, senza però estendere automaticamente la definizione all’intero prodotto.

Quando ne ricorrono effettivamente le condizioni, possono inoltre essere utilizzate espressioni alternative come:

«fatto a mano», «realizzato con manualità», «di produzione propria», «tradizionale», «sartoriale», «su misura», «fatto ad arte» o «di qualità».

Anche in questi casi, tuttavia, la comunicazione deve essere trasparente e non deve creare nel consumatore un’impressione diversa dalla realtà.

Sanzioni fino all’1% del fatturato

L’uso improprio delle denominazioni legate all’artigianato può comportare sanzioni pari all’1% del fatturato dell’impresa e, in ogni caso, non inferiori a 25.000 euro per ciascuna violazione. L’applicazione delle sanzioni è affidata alle autorità regionali.

Restano valide le normative specifiche previste per alcuni settori, come nel caso della birra artigianale, e i disciplinari relativi alle produzioni tutelate. Le scorte e le etichette contenenti riferimenti all’artigianato prodotte prima dell’11 marzo 2026 potranno invece essere commercializzate fino a esaurimento.

Confartigianato Caserta al fianco delle imprese

Per le aziende diventa quindi essenziale verificare la propria posizione e controllare con attenzione siti, insegne, confezioni, etichette, campagne pubblicitarie e pagine social.

Confartigianato Caserta è a disposizione delle imprese per fornire informazioni e assistenza sulla corretta applicazione delle nuove disposizioni.

Tutelare le parole dell’artigianato significa tutelare le imprese che ogni giorno costruiscono il proprio valore attraverso esperienza, professionalità e qualità del lavoro.