La statuina del Presepe 2026: il lavoro che costruisce comunità

Lunedì 15 dicembre, nella diocesi di Aversa, si è svolto un momento dal forte valore simbolico e civile: il direttore della Coldiretti Caserta Giuseppe Miselli e il Segretario di Confartigianato Caserta Luca Pietroluongo hanno consegnato a Monsignor Angelo Spinillo la statuina del Presepe per l’anno 2026. Un gesto che rinnova l’impegno condiviso di Fondazione Symbola, Coldiretti e Confartigianato nel valorizzare i mestieri, i territori e il lavoro come elementi centrali dell’identità del Paese.

La statuina scelta per il Presepe 2026 racconta una visione chiara: la qualità del lavoro come pilastro della dignità delle persone, della legalità e della competitività del Made in Italy. La figura dell’agricoltrice diventa simbolo di inclusione, sicurezza e nuovo protagonismo femminile, soprattutto nelle campagne, dove sempre più donne sono motore di innovazione, welfare e iniziative sociali come fattorie didattiche, agriasili e progetti di accoglienza.

Allo stesso tempo, la statuina richiama il ruolo degli imprenditori artigiani come costruttori di comunità. Il lavoro artigiano non è solo produzione, ma relazione, integrazione di competenze, trasmissione di saperi tra generazioni diverse. Un messaggio particolarmente significativo in un territorio come la provincia di Caserta, dove il lavoro rappresenta da sempre uno strumento di coesione sociale e crescita condivisa.

«La statuina del presepe che consegniamo oggi non è solo un simbolo, ma un racconto concreto del lavoro come fondamento di comunità – ha dichiarato Luca Pietroluongo, segretario di Confartigianato Caserta –. Portarla qui significa riconoscere una terra che vive di mestieri, saperi tramandati e nuove energie. È un segno che parla di dignità, inclusione e responsabilità, e richiama con forza il tema della sicurezza sul lavoro: lavorare non può mai significare rischiare la vita».

Un tema, quello della sicurezza, più che mai attuale: ogni attività produttiva deve mettere al centro la tutela della vita e della dignità delle persone. In questo senso, la statuina del presepe diventa un segno di speranza e responsabilità, in linea con lo spirito del Presepe, che da sempre racconta la quotidianità delle nostre comunità.

Anche quest’anno il manufatto è stato realizzato dal Maestro artigiano leccese Claudio Riso, capace di tradurre valori complessi in un simbolo semplice e immediato. Un’opera che unisce tradizione e presente, lavoro e futuro, restituendo al Presepe il suo ruolo di narrazione gentile del Paese che vogliamo costruire.